Mongol Rally 2012

Il Mongol Rally è una corsa non competitiva che parte ogni anno dall’Europa e termina a Ulan Bator, capitale della Mongolia.
Dal 2004 ha come obiettivo finale la beneficenza, sia di natura economica (ogni team partecipante versa una minima quota di circa 1200euro), che sottoforma di mezzi: Infatti il veicolo, una volta giunto a destinazione viene donato in beneficenza.
 
Già dal sito ufficiale si capisce che è un rally anomalo sia per il  percorso, che su circa 16000km copre un terzo della superficie terrestre, che per i veicoli che possono partecipare. Nell’edizione del 2012 la cilindrata massima per le vetture partecipanti è di 1200cc per le automobili (125cc per le moto) e non devono essere state immatricolate prima del gennaio 2003. Si capisce che si tratta di automobili piccole, niente di più di utilitarie, city cars progettate per la spesa settimanale e gettate tra deserti e praterie senza alcuna pietà. L’unica eccezione sono i veicoli speciali di utilità sociale (ambulanze) che non hanno limitazioni per il motore, ma non devono avere più di 5 anni e hanno un percorso obbligato che presenta molti meno problemi rispetto ad altri.

Secondo gli organizzatori si tratta della più grande avventura al mondo, l’unica capace di rievocare il sapore, le sensazione (e i rischi) degli avventurieri di secoli fa. In effetti non c’è un percorso prestabilito, una volta iscritto ogni team può autonomamente scegliere il percorso da seguire e, una volta partito si troverà per conto suo, pienamente responsabile di tutto ciò che può avvenire e senza la benchè minima forma di assistenza.

In effetti questo punto è molto marcato sul sito ufficiale che, dopo aver descritto l’avventura in termini scherzosi e ludici, si fa serio ricordando agli iscritti che questo rally non è esente da rischi imprevedibili di ogni tipo e che l’organizzazione si tira fuori da qualsiasi forma di responsabilità. I rischi in questi rally sono impossibili da contare, dai problemi meccanici ad una automobile assolutamente inadatta al percorso (dove praticamente non esistono strade), a quelli legati alla burocrazia ai confini, a eventuali banditi, a incidenti stradali in paesi dove non esiste codice della strada.
Tutto questo non scoraggia chi vuole provare forti emozioni e un’esperienza di vita senza eguali, ma certo non è adatto a chiunque.
Prima della partenza ogni team, una volta comunicato il percorso che desidera seguire, viene data una mano a ottenere i permessi e i visti, ed eventualmente sconsigliati determinati tratti in cui i rischi suddetti si sono rivelati oltremodo evidenti.
Ad ogni modo è un’esperienza unica: i partecipanti, oltre a fare beneficenza hanno l’occasione di entrare a strettissimo contatto con le popolazioni locali con cui sarà possibile interagire direttamente e di attraversare spicchi di mondo irraggiungibili in altri modi e assolutamente sconosciuti dalla maggior parte delle persone.
Il mio team, We go of Nothing – Si va di nulla, è iscritto al Mongol Rally del 2012 e partirà nel mese di luglio.

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