Sfortune mongole

Momenti brutti per il team…dall’entrata in Mongolia è stato un susseguirsi di problemi per la 600. A quanto pare il tamponamento in Russia è stato più grave di quanto pensassero perchè mentre erano in mezzo al deserto, con le scorte di cibo e acqua finite, si è staccato un supporto del motore. Grazie all’aiuto di un inglese di un altro team sono riusciti a riparare il danno legando il motore con una corda del portapacchi. Per cercare di riparare il danno hanno perso una giornata e gli altri team che erano con loro hanno dovuto poi proseguire verso Ulan Bator. Alla città più vicina mancavano 40 km e per percorrerli ci hanno messo 20 ore. Nel tragitto si è anche rotta la cinghia di distribuzione a causa del motore disassato, avrebbero perso il motore per strada se non ci fosse stato il paracoppa e l’ultimo supporto integro a bloccarlo. A quel punto hanno chiesto aiuto a un camionista che ha provato a trainarli. Dopo poco però la cinghia che sosteneva il motore si è ristaccata ed è andata a finire sotto una ruota. Così facendo ha bloccato lo sterzo e sono finiti dritti contro un muretto di pietre (l’unico di tutto il deserto secondo Samuele). A quel punto il radiatore è definitivamente morto e la 600 ha iniziato anche a perdere olio. Non potendo fare nulla per aggiustarla in quelle condizioni, l’hanno trasportata fino a una specie di villaggio. Qui hanno conosciuto una famiglia molto gentile che ha comprato una macchina del Mongol Rally qualche anno fa. Sono stati gli unici dall’entrata in Mongolia a non chiedergli soldi per aiutarli e gentilmente gli hanno fatto lasciare tutta la roba che avevano in macchina dentro casa per evitare che a qualcuno venisse in mente di derubarli. Samuele e Andreas in cambio gli hanno dato la loro benzina e dei ricambi per la macchina. Facendosi dare un passaggio da un tir sono arrivati a Khovd, una delle città dove poter lasciare le macchine del Mongol Rally in caso di rottura. Nel garage hanno trovato un’altra decina di macchine del Mongol Rally che si sono fermate a Khovd, fra cui la clio nera degli scozzesi, la Suzuki dei Khangaroos e la Panda dei Single and ready to mongol. Il carroattrezzi ha cercato di approfittarne aumentando in modo spropositato il prezzo e quindi ora stanno cercando un’altra soluzione per riuscire a portare la 600 fino a quel garage. Il morale è a terra, non dormono da giorni, la doccia non la vedono da 2 settimane e lasciare la 600 a 400 km dall’arrivo è stata una decisione che li ha messi a dura prova. Purtroppo non hanno potuto fare altrimenti, se continuavano rattoppando la macchina, come hanno fatto altri in condizioni peggiori di loro, rischiavano di compromettere irrimediabilmente la 600 visto che le strade fino alla capitale non migliorano. E se avessero continuato avrebbero rischiato loro stessi di avere seri problemi ad arrivare in fondo, essendo rimasti soli. Comunque, sono arrivati in Mongolia, la 600 con le riparazioni di un meccanico può tornare come nuova e essere più che utile per la beneficenza (alla frontiera l’avevano valutata 2.500 $). Oggi prenderanno un pullman che li porterà nella capitale in un giorno e mezzo viaggiando giorno e notte. Ora non gli resta che arrivare nella capitale per visitare finalmente l’orfanotrofio… sperando che il pullman non si rompa!…

Per chi volesse contribuire alla raccolta di beneficenza per l’orfanotrofio del Lotus Children’s Centre può donare  QUI

6 thoughts on “Sfortune mongole

  1. Anche se la macchina vi ha tradito per l’ultimo tratto lo scopo del viaggio e’stato raggiunto,non vi scoraggiate perché tutti noi vi abbiamo seguito col cuore e col pensiero, e non siete mai stati soli!Ora una grande emozione vi attende all orfanotrofio…ciao grandi persone!

  2. Entro soltanto oggi in rete …. ho saputo delle vostre ultime avventure. Io credo che sia comunque un grande successo! Anche le grandi navi arrivate in vista del porto si fanno trainare quindi non vedo differenza!
    Bellissima avventura!

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